Come non scrivere qualcosa oggi, 9 novembre 2009, giorno nel quale si celebrano i vent’anni dalla caduta del muro di Berlino.

Metto da parte per un momento lo sviluppo del codice e ricordo quanto accaduto in quei giorni. Avevo 14 anni e andavo in prima liceo, ero un primino sfigatino che cercava di cavarsela tra i doveri della scuola e la costante botta ormonale, ma fui colpito da quell’avvenimento, credo come tutti quelli che come me sono nati negli anni 70 e cresciuti con l’ombra, la minaccia oscura della guerra fredda e, peggio, della guerra atomica proposta in tutte le salse.

In effetti erano anni strambi per noi: da una parte, come già trattato qui, ti dicevano che nel 2000 saremmo andati su Marte a fare le vacanze, un pò come se si parlasse di andare in colonia a Bellaria fermandosi all’autogrill di Modena a mangiarsi un camogli e a fare pipì (c’era già il camogli?), mentre dall’altra parte avevi impresse nella memoria scene drammatiche come quelle proposte nel film “The Day After” – del quale riporto di seguito un frammento -, scene che, mi rendo conto riguardandole ora, mi hanno lasciato un’angoscia di fondo, irrazionale e ferma nella mente, che non se ne andrà mai via e che riemerge se le rivedo.

Il crollo del muro fu la vera svolta: si poteva finalmente vedere l’inizio di un cambiamento che avrebbe coinvolto, magari anche solo di striscio, tutti noi. Di lì a qualche anno avremmo visto lo smantellamento del blocco sovietico e un’apertura che ha portato alla configurazione dell’attuale UE. Ma soprattutto da quel momento in poi la divisione dell’Europa in due blocchi e l’incubo della minaccia della guerra che ci poteva piombare addosso da un momento all’altro finirono, almeno nella mente di un ragazzino come lo ero io all’epoca.

Grandi speranze, grande entusiasmo, grande senso di appartenenza ad un Continente… non ricordo, ma probabilmente in quei giorni facemmo una qualche manifestazione per partecipare a quell’evento… del resto si manifestava per qualsiasi cosa pur di impiccare, figuriamoci se dinnanzi ad una cosa simile dovevamo starcene in classe, hehehe!

Giusto per ricordare un evento storico e memorabile e per non lasciare questo sito con in mente la scena di cui sopra, riporto anche questo video:



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