Magic Mouse

di marcognu | 13/11/2009

Magic Mouse Ieri sera, tra una fetta di pizza, una di negronetto e diverse birre, ho installato il nuovissimo iMac da 21,5″ dal mio amico Dottò.

Macchina notevole, espansa in termini di ram e frattaglie interne, fornita da gente competente ;), sulla quale oltre alle meraviglie offerte da Snow Leopard e dal software per Mac, ho virtualizzato un WinXP Pro per permettere al Dottò di realizzare con 3D Studio Max i suoi f-a-n-t-a-s-t-i-c-i ed i-m-p-r-e-s-s-i-o-n-a-n-t-i rendering fotorealisci.

Prima o poi descriverò quale uso faccia dei Mac nella mia vita professionale e in quale modo diversi miei amici e clienti stiano migrando a tale piattaforma, mantenendo la possibilità di utilizzare quelle – poche – applicazioni che ancora li legano a Windows grazie alla virtualizzazione.

Ma il tema di questo post, come da titolo, è il Magic Mouse di Apple.

Si tratta di un’altra intuizione uscita dalle fornaci di Cupertino che segna una nuova tappa evolutiva delle periferiche per computer e che verrà smembrata e copiata da tutti entro un mese.

La prima volta che ho visto questo nuovo prodotto sull’Apple Store ho pensato “vabbè capirai, è un mouse… se poi è come il Mighty sai che cagata…”. Ma ieri l’ho toccato, l’ho acceso, l’ho usato e dopo un pò ho esclamato: lo voglio anch’io!

Ora come ora credo possa capirmi solo chi usa un MacBook/MacBook Pro Unibody oppure chi pigia a manetta sullo schermo di iPhone, perché di fatto sul mouse usi le dita come su un device multi-touch e credo che l’implementazione di Apple sia sino ad ora la migliore versione possibile di interfaccia dedicata al tocco. Chi ancora non ne ha avuto a che fare a mio avviso non può cogliere appieno il senso di evoluzione tecnica portato da interfacce del genere.

Se all’inizio può spiazzare, dopo pochi minuti non ne puoi fare a meno: il mouse, come i touchpad unibody o gli schermi dei device mobili citati sopra, ha una superficie liscia, lucida e ricurva interamente sensibile al tatto; non ha tasti, o meglio, l’intero mouse è un tasto; non ha rotelle ma con le dita clicchi a sinistra e a destra, scorri le pagine in verticale e in orizzontale e zoomi. Ovviamente è un mouse laser e wireless bluetooth. Insomma se guardo il mio ottimo Microsoft Bluetooth Notebook Mouse 5000 (sì, Microsoft), provo compassione per lui, che c’ha ancora i tasti e la rotella…

Si può descrivere un mouse con tanto entusiasmo? SI!!!! Soprattutto se ti permette di operare col computer in un modo decisamente più naturale rispetto a prima.

Insomma, chi acquisterà un nuovo iMac, se lo ritroverà fornito di serie nello scatolone e lo potrà sperimentare in prima persona; gli altri possessori di Mac lo dovranno comprare a parte (ah io lo accetto volentieri come regalo di Natale, hihihihihi!).

Precisazione: purtroppo nessuno mi paga per fare pubblicità a questo o a quel prodotto, quindi questo mio post nasce da una valutazione personale e diretta. Se poi qualcuno volesse sponsorizzarmi, eccomi! :D

Come non scrivere qualcosa oggi, 9 novembre 2009, giorno nel quale si celebrano i vent’anni dalla caduta del muro di Berlino.

Metto da parte per un momento lo sviluppo del codice e ricordo quanto accaduto in quei giorni. Avevo 14 anni e andavo in prima liceo, ero un primino sfigatino che cercava di cavarsela tra i doveri della scuola e la costante botta ormonale, ma fui colpito da quell’avvenimento, credo come tutti quelli che come me sono nati negli anni 70 e cresciuti con l’ombra, la minaccia oscura della guerra fredda e, peggio, della guerra atomica proposta in tutte le salse.

In effetti erano anni strambi per noi: da una parte, come già trattato qui, ti dicevano che nel 2000 saremmo andati su Marte a fare le vacanze, un pò come se si parlasse di andare in colonia a Bellaria fermandosi all’autogrill di Modena a mangiarsi un camogli e a fare pipì (c’era già il camogli?), mentre dall’altra parte avevi impresse nella memoria scene drammatiche come quelle proposte nel film “The Day After” – del quale riporto di seguito un frammento -, scene che, mi rendo conto riguardandole ora, mi hanno lasciato un’angoscia di fondo, irrazionale e ferma nella mente, che non se ne andrà mai via e che riemerge se le rivedo.

Il crollo del muro fu la vera svolta: si poteva finalmente vedere l’inizio di un cambiamento che avrebbe coinvolto, magari anche solo di striscio, tutti noi. Di lì a qualche anno avremmo visto lo smantellamento del blocco sovietico e un’apertura che ha portato alla configurazione dell’attuale UE. Ma soprattutto da quel momento in poi la divisione dell’Europa in due blocchi e l’incubo della minaccia della guerra che ci poteva piombare addosso da un momento all’altro finirono, almeno nella mente di un ragazzino come lo ero io all’epoca.

Grandi speranze, grande entusiasmo, grande senso di appartenenza ad un Continente… non ricordo, ma probabilmente in quei giorni facemmo una qualche manifestazione per partecipare a quell’evento… del resto si manifestava per qualsiasi cosa pur di impiccare, figuriamoci se dinnanzi ad una cosa simile dovevamo starcene in classe, hehehe!

Giusto per ricordare un evento storico e memorabile e per non lasciare questo sito con in mente la scena di cui sopra, riporto anche questo video:

Ipocrisia

di marcognu | 1/10/2009

E’ giusto che in tempi di crisi si faccia un pò più di attenzione, si drizzino le orecchie e si eviti di cascare nel tranello dell’ideologia spicciola e meschina, utile giusto a quei pochi che hanno ben precisi interessi; è giusto che si colga l’ipocrisia e la falsità di alcuni, che speculano sulla preoccupazione di noi gente comune, intenta a lavorare sodo per portare a casa il pane.

Ecco com’è andata veramente!

Perché è meschino aizzare gli uni contro gli altri per un proprio interesse politico ed per il propio attaccamento alla poltrona!



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